L’arte, quella vera, è provocatoria per una ragione valida e costruttiva. Quando l’unico modo di raccontare un tabù è quello di distruggere i limiti imposti dal pensare comune, la provocazione si assume infatti la responsabilità delle conseguenti reazioni. Lo stupratore immaginato dall’artista Sebastian Errazuriz, ad esempio, indossa il suo titolo di rapist senza vergogna, ricevendo anzi il plauso della società misogina, che con un evidente disinteresse nei confronti delle donne vittime di violenza sembra reclamare il proprio diritto all’indifferenza.

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Secondo le statistiche, una studentessa americana su cinque è vittima di violenza. Gli atleti dei college sembrano rappresentare una percentuale sproporzionatamente elevata degli aggressori sessuali, ma ciò che più fa paura è la cultura dell’indifferenza, che permette ai colpevoli accusati di stupro di ricevere il sostegno delle scuole, mentre le ragazze tendono a soffrire la vergogna pubblica in silenzio. Considerando che, secondo le stime della National Collegiate Athletic Association, gli sport universitari generano circa $6 miliardi di fatturato l’anno, si potrebbe dedurre che la ragione dietro questa fetta di America ipocrita sia proprio il denaro.

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Il valoroso progetto firmato Sebastian Errazuriz del 2013 ha preceduto l’installazione Carry That Weight di Emma Sulkowicz, studentessa della Columbia University che ha promesso di portare con sé il materasso, rappresentazione della violenza subita nella sua stanza, fino a quando il suo presunto stupratore non verrà espulso dall’università.

Immagini e parte del testo © Meetsebastian.com